IL KINDLE NON PASSERA'! O FORSE SI'...

E se la lettura digitale...

di Valentino Russo

Jerome & e-book: a prima vista un vero e proprio ossimoro. Come farà il gentiluomo che ricerca lo stile a (quasi) tutti i costi a rinunciare al piacere di sfogliare, fare le orecchie, riporre negli scaffali? Forse perché i lettori sono sempre meno, forse perché gli scrittori sono sempre di più, la letteratura è un'ossessione virtualmente obbligatoria, e la carta l'ultimo baluardo di fronte alla società omnidigitale. Eppure...

Eppure il fascino retrò di lp, cassette e cd non ha impedito al gentiluomo squattrinato di impadronirsi della tecnologia e liquidare il superfluo: addio ingombranti vinili, inutili custodie, corruttibili supporti, e largo invece all'intangibile mp3, economico (chi ha detto gratis?) e perfettamente conservabile. Intendiamoci, lungi da noi criticare chi è rimasto legato alla cara, vecchia puntina di grammofono. Il fatto è che si tratta di un'abitudine costosa e poco pratica: due fattori che Jerome non può tollerare a lungo nella propria vita fatta di accorte scorciatoie.

Ma allora, ci chiediamo, non succederà lo stesso con i libri? In fondo la parabola è la stessa: il supporto tradizionale (la carta) travolto dal suo alter ego digitale, più comodo, economico, pratico. Ma qui, a differenza di musica e video, le obiezioni sono tante e diverse. Prima tra tutte: il piacere di sfogliare le pagine non potrà mai essere sostituito da un tasto. E poi: la lettura a video non è nemmeno lontanamente paragonabile a quella diretta. A fronte di queste giuste domande, c'è però una constatazione che taglia la testa al solito, malcapitato toro. Per i libri ci vuole carta, e dunque cellulosa, e dunque alberi: una risorsa finita che tutto il mondo, attraverso la green economy e la green tecnology, sta cercando di preservare. E' vero, esiste la carta riciclata. Ma quanti libri sono stampati con essa?

Insomma, il dibattito è ampio e in qualche caso disseminato di insanabili pregiudizi. Uno è lì convinto, accesissimo sostenitore del caro, vecchio libro, e poi un giorno si ritrova in mano un Kindle. Non l'ovetto di cioccolato, beninteso, ma l'e-reader più popolare del momento, vero e proprio feticcio americano, la creatura voluta da Amazon per lanciare il libro elettronico. Lo scetticismo cede il passo alla curiosità, premo un tasto e mi appare l'indice della Divina Commedia. Provo qualche canto a caso, e subito mi rendo conto che la lettura è molto più facile di quanto pensassi, perché lo schermo monocromatico del lettore non è retroilluminato come quello di un pc.

Fondamentalmente, il Kindle fa quello che fa il tanto reclamizzato I-pad senza aggiungere inutili fronzoli. Si può acquistare un libro direttamente dal dispositivo attraverso il modem interno, e per scaricarlo ci vogliono pochi secondi. Ci si può abbonare al giornale preferito, e trovare la nuova edizione subito pronta all'ora di colazione. I prezzi? Da 2 a 10 dollari (per il top dei best seller) con un catalogo gratis di quasi 2 milioni di volumi pubblicati prima del 1923 e dunque privi di copyright.Di fronte a tutto questo ben di Dio, qualche problema ci sarà pure. Intanto, il prezzo: 259 dollari per il modello base, oltre 450 per il Dx (più grande e con maggiore memoria). Ma un sacrificio, magari in nome dell'antidisboscamento dell'Amazzonia, si può anche fare. Il problema vero è il catalogo, naturalmente quasi tutto in inglese. Le case editrici italiane non hanno ancora puntato con decisione sull'e-book, anche se l'ultimo Salone del libro di Torino ha confermato la tendenza verso il digitale, con in testa Feltrinelli e Zanichelli. Ma i titoli nella nostra lingua sono ancora troppo pochi, e chi non parla, anzi non legge, l'inglese, potrebbe dover attendere ancora tanto per gustarsi il nuovo Campiello sul suo Kindle.

Eppure la frontiera sembra proprio quella. Chiamatelo Kindle, Microsoft Reader o in qualsiasi altro modo, il libro elettronico svuoterà i nostri scaffali. La carta farà magari la fine che merita: conservata dagli alberi.

 

Jun 18, 2010
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