IL COLLETTIVO DELL'AUTO
In Italia sbarca il carpooling: salutare, risparmioso e... stylish!
di Adriano Monti - Buzzetti
Ha un nome che fa tanto sport di nicchia, una di quelle discipline improbabili che magari da un giorno all'altro ritrovi promosse a specialità olimpica. Invece il carpooling (letteralmente: "mettere in comune l'auto") non è un gioco ma una cosa seria, che sa di futuro e soprattutto di vantaggi condivisi. In una frase: spendi meno, riduci il traffico, aiuti una mobilità sostenibile ed amica dell'ambiente.
Nei dizionari più aggiornati sui neologismi emergenti, la voce carpooling recita più o meno così:
"Condivisione dell'uso della stessa auto privata da parte di più persone che fanno lo stesso percorso, in città o fuori". Le finalità, sottaciute dai linguisti, le aggiungiamo noi: ridurre, spesso in modo drastico, i costi del trasporto. Altrove in Europa è già una prassi. In Germania ad esempio è pratica abituale, prediletta dai giovani per spostamenti brevi o lunghi. E di ascendenza teutonica è - guarda caso - Olivier Bremer,
universitario vissuto a lungo in Italia e confondatore con l'amico Federico Amoni del sito www.postoinauto.it, subito annunciatosi come "la via italiana al carpooling". Alla base, come si è detto, c'è il convincimento che la condivisione dell'auto, se praticata bene e da un alto numero di utenti, sia in grado di ridurre sensibilmente il traffico sulle strade italiane e di migliorare la qualità della vita, sui lunghi percorsi e più ancora sulle brevi tratte nelle nostre
congestionate metropoli. Con oltre 2mila adesioni in neanche due mesi di vita ed una pagina Facebook già visitata da più di 4mila fan, il portale si propone come una sorta di crocevia multimediale tra domanda ed offerta di trasporto urbano ed extraurbano. Il sistema è semplice: ti registri sul sito e chiarisci subito cosa offri e cosa cerchi. Se sei in cerca di un passaggio, specifichi da dove parti e dove vuoi arrivare, per poi verificare in bacheca le relative offerte; se invece sei motorizzato ed hai dei posti liberi sulla tua vettura, spieghi per quale trasferta (ad esempio da Bologna ad Ancona, oppure da Parco della Vittoria a Viale dei Giardini) ti rendi disponibile e quando, i dati e il modello del veicolo, infine stabilisci una tariffa adeguata in base al chilometraggio. La formula è vantaggiosa per tutti: l'autista risparmia sulle spese del viaggio e i passeggeri sui costi - ben più elevati - di treni o corriere, mentre il trasporto "compattato" contribuisce alla riduzione delle emissioni di CO2 e alla riduzione del traffico sulle strade italiane.
"Ogni anno l'italiano medio, a causa del traffico, perde tra le 130 e le 160 ore effettive, con un inevitabile
aumento dello stress fisico e psicologico" ricorda Amoni. "Per tutti coloro che non possiedono un mezzo proprio per spostarsi autonomamente, o che vogliono condividere i propri posti in auto nel segno di una genuina e moderna esperienza di viaggio, www.postoinauto.it è dunque la soluzione ideale". Risparmiare sì, dunque, ma non sulla sicurezza: a questo servono l'iscrizione obbligatoria, una serie di accorgimenti tecnici (ad esempio la targa del veicolo, fornita obbligatoriamente dall'autista e comunicata al passeggero via e-mail 24 ore prima della partenza per evitare "innesti" di malintenzionati) ma soprattutto i commenti di feedback, liberamente consultabili dalla community degli utenti. Prima di ogni viaggio l'utente potrà leggere la "pagella" del suo autista o dei suoi passeggeri, e scegliere di conseguenza. Per i primi, in particolare, sono disponibili valutazioni dettagliate sul rispetto del codice della strada, la puntualità e le condizioni di sicurezza dell'automobile utilizzata. Ancora in ossequio all'imperativo della sicurezza, infine, da marzo è operativa sul sito un'opzione di carpooling tutta muliebre, chiamata "Viaggio in Rosa", grazie alla quale in sede di prenotazione le donne potranno scegliere di viaggiare solo in compagnia di altre donne.
Un'idea vincente, dunque, che già sta ottenendo riscontri lusinghieri in termini di attenzione mediatica ma soprattutto di adesioni. Nelle tratte offerte si è registrata finora una certa prevalenza d'itinerari al Settentrione, ma sul sito si moltiplicano già da un po' le offerte in controtendenza: Roma-Lecce, Latina-Napoli, Pescara-L'Aquila, fino ad un piccolo ma significativo percorso che ha inaugurato il servizio anche in Sicilia. "Siamo decisamente soddisfatti" commenta Bremer; "per ora non abbiamo sponsor che ci assicurino finanziamenti, però diverse aziende ci hanno sostenuto tramite la produzione di gadget, volantinaggio e campagne d'informazione. Stiamo anche collaborando con alcuni Comuni per creare delle compagnie di carpooling locali.
E' davvero così diffuso questo carpooling nella tua terra d'origine?
Assolutamente! Pensa che tra gli studenti è il mezzo di trasporto preferito...ormai è visto come qualcosa di assolutamente normale. E' per questo che con Federico ci siamo detti: perché non importare il tutto anche in Italia? Numerose indagini mostrano che oltre due terzi delle auto in circolazione in Italia viaggiano con una sola persona a bordo. Con oltre trenta milioni di veicoli, è facile immaginarsi l'entità di tutti i posti che restano liberi! Inutilmente, perché potrebbero essere utilizzati senza problemi da persone che effettuano lo stesso tragitto. È da questa idea che nasce il carpooling, un servizio che porta solo vantaggi: meno traffico, meno inquinamento, meno stress, più risparmio. Il carpooling ha grandissime potenzialità, e a maggior ragione ne ha in un paese come l'Italia, dove il traffico stradale è tanto e i mezzi di trasporto alternativi (treno, aereo) sono troppo spesso in difficoltà.
Una parola per definire questo sistema.
Beh, da un certo punto di vista lo chiamerei "capitalistico". Nel senso buono però, perché ci guadagnano tutti, a partire dall'autista che vende i propri posti. Pensa che in Germania l'offerta ormai abbondante ha già creato fenomeni concorrenziali,, con relative gare al ribasso...
Complimenti ragazzi, davvero una bella idea. Siete promossi ex officio membri onorari dell'Ordine al merito di Jerome. L'anemico (nel portafoglio) gentleman imparruccato è in arrivo con le vostre belle medaglie. Come dite? Somigliano a dei tappi di bottiglia? Ma andiamo, un po' di fantasia, che diamine.

di Adriano Monti - Buzzetti
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